La preghiera per i defunti nella Bibbia e nella tradizione della Chiesa
Come sa la Chiesa che è lecito e buono pregare per i defunti? Riportiamo il testo di 2 Mac 12, le testimonianze di Tertulliano, san Cirillo, sant'Agostino e san Giovanni Crisostomo e l'insegnamento del Catechismo sulla comunione dei santi e sull'Eucaristia offerta per i defunti.

In breve
La preghiera per i defunti ha fondamento nella Sacra Scrittura – nel modo più chiaro nel Secondo libro dei Maccabei (2 Mac 12,43–46) – ed è attestata nella Chiesa fin dai primi secoli: in Tertulliano, san Cirillo di Gerusalemme, sant'Agostino e san Giovanni Crisostomo. Il suo fondamento è la comunione dei santi, l'unità dei credenti sulla terra, dei defunti che vengono purificati e dei santi in cielo (CCC 962). La forma più importante di questa preghiera fin dall'inizio è stata l'Eucaristia offerta per i defunti (CCC 1371); le Messe gregoriane sono una delle sue forme tradizionali.
Il Secondo libro dei Maccabei: il testo
Dopo una battaglia Giuda Maccabeo scoprì che i caduti portavano con sé oggetti legati al culto degli idoli. La Bibbia CEI descrive così la sua reazione:
«Poi fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dracme d'argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio, agendo così in modo molto buono e nobile, suggerito dal pensiero della risurrezione. Perché, se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risorti, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli considerava la magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,43–45).
In questo breve passo ci sono tre elementi che sono rimasti nella prassi della Chiesa: il sacrificio offerto per i defunti, il dono della comunità (la colletta con cui fu sostenuto) e la fede nella risurrezione come sua motivazione. Il Catechismo richiama questo testo parlando della purificazione dopo la morte (CCC 1032). Il contesto storico e l'importanza di questo libro nella controversia con i protestanti li esaminiamo nella pagina preghiera per i defunti, e la dottrina sulla purificazione nel testo il purgatorio nella dottrina della Chiesa.
Il Nuovo Testamento
Il Nuovo Testamento non contiene un comando di pregare per i defunti, ma vi si trova un passo che molti commentatori leggono in questa chiave. San Paolo chiede al Signore di concedere misericordia alla famiglia di Onesìforo e augura a lui di trovare misericordia presso il Signore «in quel giorno» (2 Tm 1,16.18). L'Apostolo parla della famiglia di Onesìforo, e di lui stesso al passato: da qui l'ipotesi che Onesìforo non fosse più in vita. Il testo non lo dice esplicitamente, perciò lo consideriamo un indizio possibile, non certo. Più importante è ciò che la Chiesa ha ricevuto dalla fede di Israele e sviluppato alla luce della risurrezione di Cristo.
I Padri della Chiesa
Tertulliano (verso il 200)
Nel trattato La corona Tertulliano elenca le usanze che i cristiani hanno ricevuto dalla Tradizione: «Oblationes pro defunctis, pro nataliciis, annua die facimus» – «Offriamo ogni anno, nell'anniversario, il sacrificio per i defunti e per il giorno della loro nascita [al cielo]» (De corona 3). Nello scritto La monogamia descrive la vedova che «prega per la sua anima, chiede per lui il refrigerio […] e offre il sacrificio negli anniversari della sua dormizione» (De monogamia 10). È una delle testimonianze più antiche dell'usanza che oggi chiamiamo Messa nell'anniversario della morte.
San Cirillo di Gerusalemme (IV secolo)
Nelle catechesi ai neobattezzati il vescovo di Gerusalemme spiega che nella preghiera eucaristica si fa memoria «di tutti coloro che sono morti prima di noi», nella convinzione che sia di grandissimo aiuto alle anime per le quali si innalza la supplica, «mentre è presente la santa e tremenda vittima». Il Catechismo cita questo testo proprio dove parla dell'Eucaristia per i defunti (CCC 1371; Catechesi mistagogiche 5,9–10).
Sant'Agostino e santa Monica (IV/V secolo)
La richiesta di Monica morente – che ci si ricordasse di lei «all'altare del Signore» – la conoscono molti fedeli. Meno noti sono altri due passi del IX libro delle Confessioni. Agostino annota che presso la sua tomba, prima che il corpo vi fosse deposto, «fu offerto per lei il sacrificio del nostro riscatto» (IX 12,32). E chiude il libro chiedendo a Dio di ispirare i lettori, «perché tutti quelli che leggeranno queste pagine si ricordino al Tuo altare di Monica, Tua serva, con Patrizio, già suo marito» (IX 13,37). Un figlio, egli stesso vescovo, chiede a persone sconosciute di pregare all'altare per i suoi genitori: difficile immaginare un'immagine più bella di che cosa sia una Messa chiesta per i defunti.
San Giovanni Crisostomo (IV/V secolo)
Il Catechismo riporta il suo invito a portare aiuto ai defunti e a fare memoria di loro: se i figli di Giobbe furono purificati dal sacrificio offerto dal padre (Gb 1,5), non abbiamo motivo di dubitare che le nostre offerte per i defunti portino loro consolazione (CCC 1032).
Due secoli più tardi san Gregorio Magno descrisse nei Dialoghi le trenta Messe per il monaco defunto Giusto: da lui viene il nome delle Messe gregoriane.
La comunione dei santi: perché ha senso
La preghiera per i defunti non è un «trasferimento» magico di meriti, ma l'espressione dell'unità della Chiesa. Il Catechismo, riprendendo il Credo del Popolo di Dio di Paolo VI, professa la fede nella comunione di tutti i fedeli di Cristo – pellegrini sulla terra, defunti che compiono la loro purificazione e santi del cielo – che formano insieme una sola Chiesa (CCC 962). Per questo la nostra preghiera per i defunti «può non solo aiutarli, ma anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore» (CCC 958). L'amore non finisce con la morte: cambia soltanto il modo in cui si esprime.
L'Eucaristia per i defunti e le Messe gregoriane
Dai Maccabei ad Agostino ritorna lo stesso motivo: per i defunti si offre un sacrificio. Nella Nuova Alleanza esso è l'unico Sacrificio di Cristo, reso presente in ogni Messa e offerto «anche per i fedeli defunti che sono morti in Cristo e non sono ancora pienamente purificati» (CCC 1371). Le Messe gregoriane non aggiungono nulla di nuovo a questo Sacrificio: sono la sua offerta perseverante, per trenta giorni, per una sola persona, sul modello di ciò che chiedeva Monica. Indicazioni pratiche le trova nelle guide Messa per un defunto e che cosa sono le Messe gregoriane, e l'intenzione può comunicarla dalla pagina richiedere le Messe gregoriane.
Fonti
- Sacra Scrittura (le citazioni secondo la Bibbia CEI 2008); testo polacco della Biblia Tysiąclecia: 2 Mac 12, 2 Tm 1 (in polacco);
- Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 958, 962, 1032, 1371 – vatican.va;
- Tertulliano, De corona 3; De monogamia 10 (testo latino; traduzione nostra);
- Sant'Agostino, Confessiones IX 11,27; 12,32; 13,37 (testo latino; traduzione nostra);
- San Cirillo di Gerusalemme, Catechesi mistagogiche 5,9–10 (citato in CCC 1371); san Giovanni Crisostomo, Omelie sulla Prima lettera ai Corinzi 41,5 (citato in CCC 1032).
Domande e risposte
Anche gli ortodossi pregano per i defunti?
Sì. Le Chiese ortodosse riconoscono il Secondo libro dei Maccabei e da secoli pregano per i defunti, anche durante la Divina Liturgia. La preghiera per i defunti unisce quindi cattolici e ortodossi.
La preghiera per i defunti sostituisce la Messa?
Non la sostituisce, ma la completa. Il rosario, «L'eterno riposo», l'indulgenza o l'elemosina sono preziosi (CCC 1032), ma l'Eucaristia ha il primo posto, perché è il Sacrificio di Cristo. È meglio unire le due cose, per esempio pregando a casa nei giorni in cui sono in corso le Messe gregoriane. Veda anche indulgenza per i defunti.
Il santuario della Madonna di Białynicze
Per secoli Białynicze, sul fiume Druć, fu uno dei più importanti santuari mariani dell'antica Confederazione polacco-lituana, chiamato la «Częstochowa della Bielorussia». La chiesa carmelitana con l'immagine miracolosa della Madonna, incoronata nel 1761, fu distrutta in epoca sovietica.
Oggi la parrocchia sta ricostruendo il santuario, e ogni Messa richiesta qui sostiene quest'opera.
Storia del santuario →Richiesta di una Santa Messa
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