Le intenzioni di Messa nel Codice di Diritto Canonico: cann. 945–958
Il Codice di Diritto Canonico dedica alle intenzioni e alle offerte per le Messe quattordici canoni (945–958). Li esaminiamo uno per uno – dal principio «un'offerta, una Messa», alla concelebrazione, ai tempi e al passaggio delle intenzioni ad altri sacerdoti, fino al registro delle intenzioni – e spieghiamo che cosa ne deriva per le Messe gregoriane.

Dove si trovano nel Codice le norme sulle intenzioni di Messa
Le regole per accettare intenzioni e offerte per le Sante Messe sono contenute nel Codice di Diritto Canonico del 1983: nel libro IV, nel titolo sulla Santissima Eucaristia, nel capitolo III intitolato «L'offerta data per la celebrazione della Messa» (cann. 945–958). Sono quattordici brevi canoni che tutelano due cose: la volontà del fedele che chiede la Messa e la dignità dell'Eucaristia stessa. Qui sotto li esaminiamo uno per uno, citando il testo italiano del Codice. Una panoramica più ampia e meno giuridica la trova nella pagina intenzioni di Messa.
| Canone | Di che cosa parla |
|---|---|
| 945–947 | il diritto del sacerdote di ricevere l'offerta, il senso dell'offerta, il divieto di ogni apparenza di commercio |
| 948–950 | una Messa distinta per ogni offerta accettata, la permanenza dell'obbligo |
| 951 | binazione e concelebrazione in rapporto all'offerta |
| 952 | l'entità dell'offerta |
| 953–956 | quante intenzioni si possono accettare, il passaggio delle intenzioni, i tempi |
| 957–958 | la vigilanza e il registro delle intenzioni |
Le offerte per la Messa nel diritto canonico (cann. 945–947, 952)
Il can. 945 § 1 stabilisce: «Secondo l'uso approvato dalla Chiesa, è lecito ad ogni sacerdote che celebra o concelebra la Messa, ricevere l'offerta data affinché applichi la Messa secondo una determinata intenzione». Il § 2 aggiunge: «È vivamente raccomandato ai sacerdoti di celebrare la Messa per le intenzioni dei fedeli, soprattutto dei più poveri, anche senza ricevere alcuna offerta».
Il can. 946 spiega il senso dell'offerta: i fedeli che la danno «contribuiscono al bene della Chiesa e mediante tale offerta partecipano della sua sollecitudine per il sostentamento dei ministri e delle opere». Il can. 947 è breve e deciso: «Dall'offerta delle Messe si tenga lontana assolutamente anche l'apparenza di contrattazione o di commercio». Per questo parliamo di offerta e non di prezzo.
L'entità dell'offerta per una Messa è stabilita con decreto dal concilio provinciale o dalla riunione dei vescovi della provincia; al sacerdote non è lecito chiedere di più, ma può accettare un'offerta spontanea maggiore, e anche minore (can. 952 § 1). Dove manca un tale decreto, si osserva la consuetudine vigente nella diocesi (§ 2), e anche i religiosi si attengono alle stesse disposizioni (§ 3).
Una Messa, un'intenzione (cann. 948–950)
Il principio più importante di tutto il capitolo è il can. 948: «Si devono applicare Messe distinte secondo le intenzioni di coloro per i quali singolarmente l'offerta, anche se esigua, è stata data e accettata». Ogni offerta accettata corrisponde quindi a una Messa distinta, che l'offerta sia grande o simbolica.
L'obbligo è permanente. Secondo il can. 949, chi è gravato dall'obbligo di celebrare e applicare la Messa secondo l'intenzione di coloro che hanno dato l'offerta, vi resta tenuto anche se le offerte ricevute sono andate perdute senza sua colpa. Il can. 950 risolve il caso in cui qualcuno offre una somma di denaro senza indicare il numero delle Messe: il numero si calcola in base all'offerta stabilita nel luogo in cui l'offerente dimora, a meno che non si debba legittimamente presumere che la sua intenzione fosse diversa.
Dal punto di vista del fedele, questo significa che conviene indicare chiaramente per chi e per quale necessità deve essere celebrata la Messa. Alcuni suggerimenti li abbiamo raccolti nella guida come scrivere un'intenzione di Messa.
Le intenzioni collettive: il decreto «Mos iugiter» (1991) e il decreto del 2025
Al principio del can. 948 esiste una sola eccezione. Il decreto della Congregazione per il Clero Mos iugiter del 22 febbraio 1991 (AAS 83 (1991), pp. 443–446) ricorda anzitutto che violano la norma i sacerdoti che raccolgono le offerte all'insaputa degli offerenti e celebrano un'unica Messa secondo un'intenzione collettiva (art. 1 § 2). Un'unica Messa per un'intenzione collettiva è ammessa soltanto se gli offerenti, preventivamente ed esplicitamente informati, vi acconsentono liberamente (art. 2 § 1). Occorre allora rendere pubblici il luogo e l'ora di tale Messa, non più di due volte alla settimana (art. 2 § 2), e il celebrante può trattenere soltanto un'offerta, quella stabilita nella diocesi (art. 3).
Il 13 aprile 2025 papa Francesco ha approvato il decreto del Dicastero per il Clero sulla disciplina delle intenzioni di Messa (in vigore dal 20 aprile 2025). Esso consente al concilio provinciale o alla riunione dei vescovi della provincia di stabilire con decreto le condizioni delle Messe «collettive», sempre e soltanto se tutti gli offerenti sono stati informati e vi hanno acconsentito liberamente; tale consenso non si può mai presumere (art. 1 §§ 1–2). Dove i vescovi della provincia non dispongono diversamente, resta in vigore il Mos iugiter (art. 6). Il decreto sottolinea anche la differenza tra la Messa celebrata per un'intenzione determinata e la semplice menzione di qualcuno durante la liturgia (art. 4 § 2).
Messa concelebrata e intenzione; la binazione (cann. 945, 951)
Il sacerdote concelebrante può ricevere l'offerta e applicare la Messa per un'intenzione determinata come il celebrante principale: lo dice espressamente il can. 945 § 1 («che celebra o concelebra»). Il limite riguarda la seconda Messa nello stesso giorno: «Il sacerdote che concelebra una seconda Messa nello stesso giorno, non può ricevere per essa l'offerta a nessun titolo» (can. 951 § 2).
Quando il sacerdote possa celebrare più di una volta al giorno lo stabilisce il can. 905 (binazione e, nelle domeniche e nelle feste di precetto, con il permesso dell'Ordinario, anche trinazione). Se celebra così, può applicare ciascuna di queste Messe per l'intenzione per cui è stata data l'offerta, ma – eccetto il giorno di Natale – trattiene per sé una sola offerta; le altre le destina ai fini stabiliti dall'Ordinario, salva la possibilità di una certa retribuzione a titolo estrinseco (can. 951 § 1).
Quante intenzioni può accettare il sacerdote e entro quando celebrarle (cann. 953, 955 § 2, 956)
Can. 953: «A nessuno è lecito accettare tante offerte di Messe da applicare personalmente, cui non possa soddisfare entro un anno». È un limite massimo: non significa che il fedele debba aspettare un anno. Se l'offerente chiede un giorno preciso (per esempio l'anniversario della morte), il sacerdote accetta l'intenzione proprio con questo impegno.
Il can. 955 § 2 dice da quando si conta il tempo: dal giorno in cui le Messe sono state ricevute dal sacerdote che deve celebrarle, a meno che non risulti altro. Il Codice del 1983 non fissa invece un numero generale di giorni o di mesi per una singola Messa; il limite dell'anno compare nel can. 956: gli amministratori di pie cause e tutti coloro che sono tenuti a curare la celebrazione delle Messe trasmettono ai propri Ordinari gli oneri di Messe non soddisfatti entro l'anno. Il decreto Mos iugiter (art. 5) chiede ai sacerdoti che non riescono a soddisfare entro l'anno le intenzioni accettate di non rifiutarle, ma di trasmetterle ad altri sacerdoti o all'Ordinario.
Il sacerdote può affidare l'intenzione a un altro sacerdote? (cann. 954–955)
Sì: il Codice lo prevede espressamente. Secondo il can. 954, se in una chiesa si chiedono più Messe di quante vi se ne possano celebrare, è lecito che esse siano celebrate altrove, a meno che gli offerenti non abbiano espressamente manifestato una volontà contraria. Se quindi Le preme una chiesa o un sacerdote determinato, lo dica al momento della richiesta.
Il can. 955 § 1 ne stabilisce le condizioni: le intenzioni vanno affidate il più presto possibile a sacerdoti di cui si sia certi che sono degni di fiducia; si trasmette l'intera offerta ricevuta (a meno che la parte eccedente l'offerta diocesana non sia stata data espressamente alla persona). Chi ha affidato l'intenzione resta responsabile della sua celebrazione finché non riceve la prova che l'obbligo è stato assunto e l'offerta ricevuta.
La registrazione delle intenzioni di Messa (cann. 955 §§ 3–4, 957–958)
Il diritto richiede annotazioni precise a tre livelli:
- il sacerdote – deve annotare accuratamente le Messe che ha ricevuto da celebrare e quelle che ha celebrato (can. 955 § 4);
- chi affida le intenzioni ad altri – annota in un registro le Messe ricevute e quelle trasmesse, con la relativa offerta (can. 955 § 3);
- il parroco o il rettore della chiesa in cui si ricevono le intenzioni – tiene un apposito registro, nel quale annota il numero delle Messe da celebrare, l'intenzione, l'offerta data e l'avvenuta celebrazione (can. 958 § 1).
L'Ordinario deve controllare ogni anno questi registri, personalmente o per mezzo di altri (can. 958 § 2), e sull'adempimento degli oneri di Messe vigila l'Ordinario del luogo, nelle chiese dei religiosi i loro Superiori (can. 957).
Il diritto canonico e le Messe gregoriane
I canoni 945–958 non nominano le Messe gregoriane, ma le riguardano pienamente. Il trentario gregoriano è formato da trenta Messe distinte, ciascuna delle quali – secondo il can. 948 – è celebrata per un'unica intenzione: per una sola persona defunta, per trenta giorni consecutivi. Per questo le Messe gregoriane non si uniscono a intenzioni collettive e non vi si aggiungono altri defunti.
Le regole dettagliate sulla continuità della serie le ha stabilite la dichiarazione «Tricenario Gregoriano» del 1967: la serie interrotta da un impedimento imprevisto conserva i suoi frutti, e il sacerdote deve completare al più presto le Messe mancanti. Ne parliamo più ampiamente nell'articolo si possono interrompere le Messe gregoriane? Le Messe non devono essere celebrate dallo stesso sacerdote né allo stesso altare: veda le Messe gregoriane devono essere nella stessa chiesa? Se una parte della serie viene affidata a un altro sacerdote, valgono le regole dei cann. 954–955.
Se trenta Messe sono troppe nella Sua situazione, confronti le forme di preghiera nel testo Messe gregoriane o novena? oppure chieda una singola Messa per un defunto.
Come applichiamo queste regole a Białynicze
Accettiamo le intenzioni tramite il modulo, via e-mail o su WhatsApp e anzitutto rispondiamo via e-mail proponendo la data e gli orari. Le Messe sono celebrate anzitutto a Białynicze, e anche da sacerdoti di altre parrocchie della Bielorussia orientale, cioè entro i limiti fissati dal can. 955. Dopo il versamento dell'offerta inviamo entro due giorni al massimo la conferma con l'intenzione, la data e l'ora di ogni Messa. Se desidera affidarci un'intenzione, può richiedere le Messe gregoriane o un'altra Messa tramite il modulo.
Fonti
- Codice di Diritto Canonico (1983), cann. 905 e 945–958 – testo italiano, vatican.va;
- Kodeks Prawa Kanonicznego, cann. 905 e 945–958 – liturgista.pl (in polacco);
- Code of Canon Law, cann. 879–958 – vatican.va (versione inglese);
- Congregazione per il Clero, decreto «Mos iugiter» (22.02.1991), AAS 83 (1991), pp. 443–446 – vatican.va;
- Dicastero per il Clero, decreto sulla disciplina delle intenzioni di Messa (13.04.2025) – Vatican News (in polacco);
- Dichiarazione «Tricenario Gregoriano» (24.02.1967) (in polacco).
Domande e risposte
Posso chiedere che la Messa sia celebrata soltanto in una chiesa determinata?
Sì. Il can. 954 permette di affidare l'intenzione altrove, a meno che gli offerenti non abbiano espressamente manifestato una volontà contraria. Se Le preme il luogo o il sacerdote, lo scriva al momento della richiesta: questa volontà dell'offerente vincola il sacerdote.
È lecito chiedere una Messa senza fare un'offerta?
Sì. Il Codice raccomanda vivamente ai sacerdoti di celebrare la Messa per le intenzioni dei fedeli, soprattutto dei più poveri, anche senza ricevere alcuna offerta (can. 945 § 2). Se l'offerta suggerita è per Lei difficile, ce lo scriva apertamente.
L'offerta va perduta se il sacerdote si ammala prima di celebrare la Messa?
No. L'obbligo di celebrare l'intenzione accettata rimane (can. 949); in caso di impedimento la Messa può essere celebrata da un altro sacerdote, al quale l'intenzione è stata affidata secondo il can. 955.
Il santuario della Madonna di Białynicze
Per secoli Białynicze, sul fiume Druć, fu uno dei più importanti santuari mariani dell'antica Confederazione polacco-lituana, chiamato la «Częstochowa della Bielorussia». La chiesa carmelitana con l'immagine miracolosa della Madonna, incoronata nel 1761, fu distrutta in epoca sovietica.
Oggi la parrocchia sta ricostruendo il santuario, e ogni Messa richiesta qui sostiene quest'opera.
Storia del santuario →Richiesta di una Santa Messa
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