Parrocchia della Madonna di Białynicze gregorianka.belynichi@gmail.com

Si possono interrompere le Messe gregoriane?

Le Messe gregoriane sono trenta Messe in trenta giorni consecutivi. Ma che cosa succede se il sacerdote si ammala, in parrocchia c'è un funerale oppure cade il Triduo pasquale? Sulla base della dichiarazione della Santa Sede del 1967 spieghiamo quando l'interruzione è ammessa e come si completa la serie.

Si possono interrompere le Messe gregoriane?
Lucas Velázquez · Public domain · Wikimedia Commons

La risposta breve

Le Messe gregoriane sono trenta Sante Messe celebrate per trenta giorni consecutivi in suffragio di una sola persona defunta. La continuità è una loro caratteristica essenziale, ed è proprio per questo che le famiglie chiedono spesso che cosa accada se la serie viene interrotta. La Chiesa ha risposto chiaramente nella dichiarazione della Sacra Congregazione del Concilio del 24 febbraio 1967: un'interruzione dovuta a un impedimento imprevisto o a un'altra causa ragionevole non toglie valore alle Messe gregoriane, e il sacerdote ha l'obbligo di completare al più presto le Messe mancanti. Diverso è il caso soltanto quando l'interruzione è avvenuta per colpa del sacerdote.

La regola: trenta giorni senza interruzione

La consuetudine delle Messe gregoriane risale a san Gregorio Magno, che dispose di celebrare la Messa per un monaco defunto per trenta giorni di seguito. Da allora la prassi della Chiesa lega le Messe gregoriane a tre condizioni: trenta Messe, trenta giorni consecutivi e una sola persona defunta come intenzione. Ne parliamo più ampiamente nella pagina che cosa sono le Messe gregoriane.

La continuità non significa invece che tutte le Messe debbano essere celebrate dallo stesso sacerdote allo stesso altare. La serie può essere celebrata da uno o da più sacerdoti – al limite anche da trenta sacerdoti diversi – purché ogni giorno una Messa sia offerta per quell'unica intenzione.

Che cosa dice la Chiesa: la dichiarazione del 1967

La questione delle interruzioni è stata risolta dalla dichiarazione della Sacra Congregazione del Concilio Tricenario Gregoriano, emanata per mandato di papa Paolo VI e pubblicata negli «Acta Apostolicae Sedis» 59 (1967), pp. 229–230. Il suo contenuto, reso in italiano, è il seguente:

«La serie delle trenta Messe gregoriane, interrotta a causa di un impedimento imprevisto (per esempio una malattia sopraggiunta) o di un'altra causa ragionevole (per esempio la celebrazione di una Messa esequiale o di matrimonio), per disposizione della Chiesa conserva i frutti di questa preghiera riconosciuti dalla prassi della Chiesa e dalla pietà dei fedeli, fermo restando l'obbligo del sacerdote celebrante di completare al più presto la celebrazione delle trenta Messe. L'Ordinario vigili opportunamente affinché in una materia così importante non si verifichino abusi.»

Da questo breve testo derivano tre cose: quando l'interruzione è ammessa, che cosa accade allora alla preghiera e quale obbligo grava sul sacerdote.

Quando l'interruzione è ammessa

1. Un impedimento imprevisto senza colpa del sacerdote

La dichiarazione porta l'esempio di una malattia che «sorprende» improvvisamente il sacerdote. Si tratta di situazioni che non si potevano prevedere né evitare: un'improvvisa malattia, un incidente, un altro evento fortuito. Il sacerdote in quel caso non ha trascurato il suo dovere: semplicemente non ha potuto celebrare la Messa.

2. Un'altra causa ragionevole, per esempio un funerale o un matrimonio

Il secondo caso è quello di un'«altra causa ragionevole». Il documento cita come esempi la Messa esequiale e la Messa di matrimonio. Il sacerdote che in un dato giorno celebra una sola Messa può essere chiamato a un ministero in cui la Messa deve essere celebrata per il funerale o per gli sposi. La Chiesa riconosce che tali atti pastorali hanno la precedenza e non annullano le Messe gregoriane già iniziate.

3. Il Triduo pasquale

Un periodo particolare sono i giorni del Triduo pasquale. Il Venerdì Santo la Chiesa non celebra affatto la Santa Messa: si celebra la liturgia della Passione del Signore. Anche il Sabato Santo durante il giorno non si celebra la Messa, e il Giovedì Santo la liturgia si concentra sulla Messa nella Cena del Signore. Per questo nella prassi pastorale si ritiene ammissibile un'interruzione delle Messe gregoriane in questi giorni, e le Messe mancanti si completano dopo. La dichiarazione del 1967 non menziona il Triduo separatamente: ciò deriva dall'ordinamento stesso della liturgia.

Come si completa un ciclo interrotto

La dichiarazione impone al sacerdote «l'obbligo di completare al più presto la celebrazione delle trenta Messe». In pratica ciò significa che la serie non ricomincia da capo, ma prosegue: le Messe mancanti si celebrano nei primi giorni possibili, finché in totale non siano trenta. Se per esempio, dopo la ventesima Messa, il sacerdote si è ammalato all'improvviso e per tre giorni nessuno ha potuto sostituirlo, le restanti dieci Messe le celebra lui stesso una volta guarito oppure un altro sacerdote, e la serie viene semplicemente portata a termine. Lo stesso vale dopo il Triduo pasquale: da Pasqua si celebrano le Messe successive della serie.

Va sottolineato: il documento dice «al più presto», non «prima o poi». Non è lecito rimandare senza necessità il completamento delle Messe gregoriane.

Quando bisogna ricominciare da capo

La tutela di cui parla la dichiarazione riguarda le interruzioni senza colpa. Se il sacerdote per propria colpa – per negligenza o dimenticanza – non ha celebrato la Messa in un dato giorno, il ciclo perde la sua continuità e le trenta Messe devono essere celebrate da capo. Da questo esempio si vede il senso di tutta la norma: la Chiesa non penalizza i fedeli per eventi fortuiti, ma esige dai sacerdoti coscienziosità verso l'impegno assunto.

Il ruolo dell'Ordinario

L'ultima frase della dichiarazione impegna l'Ordinario – di solito il vescovo diocesano – a vigilare «affinché in una materia così importante non si verifichino abusi». La Chiesa tratta con grande serietà le intenzioni di Messa e le relative offerte; le norme del diritto canonico sulle offerte per la Messa (cann. 945–958) servono allo stesso scopo. Interrompere liberamente le Messe gregoriane «per comodità» sarebbe proprio un abuso di questo genere.

Che cosa significa per chi fa la richiesta

  • Non deve temere che la malattia del sacerdote o un funerale in parrocchia «sprechino» le Messe gregoriane. Secondo la dichiarazione del 1967, una serie interrotta per una tale causa conserva i frutti riconosciuti dalla Chiesa.
  • La responsabilità di completare la serie spetta al sacerdote, non alla famiglia. Non occorre chiedere di nuovo le Messe gregoriane né fare un'offerta aggiuntiva per le Messe mancanti.
  • Se programma le Messe gregoriane nel periodo di Pasqua, tenga conto che nei giorni del Triduo le Messe non saranno celebrate e la serie terminerà di conseguenza più tardi.
  • Può sempre chiedere informazioni sull'andamento della serie. Nella conferma che inviamo dopo l'offerta indichiamo l'intenzione, le date e gli orari delle Messe: maggiori informazioni nella pagina conferma delle Messe gregoriane.

Le Messe gregoriane accolte nella nostra parrocchia sono celebrate dai sacerdoti a Białynicze e in altre parrocchie della Bielorussia orientale. Se desidera offrire trenta Messe per una persona cara, può richiedere le Messe gregoriane tramite il modulo, via e-mail o su WhatsApp. Veda anche quando conviene chiedere le Messe gregoriane e quali altre forme di aiuto ai defunti propone la Chiesa nella pagina sulla Messa per un defunto.

Fonti

Domande e risposte

Devo fare qualcosa se vengo a sapere di un'interruzione delle Messe gregoriane?

No. Completare le trenta Messe è un obbligo del sacerdote che ha accettato l'intenzione. Se ha dubbi sull'andamento della serie, ci scriva un'e-mail: Le spiegheremo come stanno le cose.

Un'interruzione fa slittare la fine delle Messe gregoriane?

Sì, di tanti giorni quante sono le Messe da completare. La serie conta sempre trenta Messe, solo l'ultima cade più tardi di quanto previsto inizialmente.

Si possono programmare di proposito le Messe gregoriane con un'interruzione, per esempio per le ferie del sacerdote?

No. La dichiarazione del 1967 parla di un impedimento imprevisto o di una causa pastorale ragionevole. Un'assenza del sacerdote nota in anticipo va risolta diversamente, per esempio facendo celebrare in quei giorni le Messe per questa intenzione da un altro sacerdote.

L'interruzione riguarda anche la novena?

La dichiarazione del 1967 riguarda esclusivamente le Messe gregoriane. La novena è una forma di preghiera distinta: la descriviamo nella pagina novena per i defunti.

L’antica chiesa carmelitana di Białynicze in un disegno di Napoleon Orda
Napoleon Orda, Białynicze (1877), pubblico dominio · Wikimedia Commons

Il santuario della Madonna di Białynicze

Per secoli Białynicze, sul fiume Druć, fu uno dei più importanti santuari mariani dell’antica Confederazione polacco-lituana, chiamato la “Częstochowa della Bielorussia”. La chiesa carmelitana con l’immagine miracolosa della Madonna, incoronata nel 1761, fu distrutta in epoca sovietica.

Oggi la parrocchia sta ricostruendo il santuario, e ogni Messa richiesta qui sostiene quest’opera.

Storia del santuario →

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