«Tricenario Gregoriano» del 1967: la continuità delle Messe gregoriane
La dichiarazione della Congregazione del Concilio del 24 febbraio 1967 è il documento fondamentale della Chiesa sulle interruzioni delle Messe gregoriane. Ne riportiamo il testo latino integrale con una traduzione italiana e spieghiamo che cosa ne deriva.

Che cos'è questo documento
Tricenario Gregoriano è una breve dichiarazione (lat. declaratio) della Sacra Congregazione del Concilio del 24 febbraio 1967, intitolata De continuitate celebrationis Missarum Tricenarii Gregoriani, cioè «Sulla continuità della celebrazione delle Messe del trentario gregoriano». Il nome con cui viene citata deriva dalle sue prime parole. Il documento ha un solo scopo: chiarire che cosa accade alle Messe gregoriane quando la serie di trenta Messe viene interrotta.
Chi l'ha emanato e dove è stato pubblicato
- Organo: la Sacra Congregazione del Concilio (Sacra Congregatio Concilii), dicastero della Curia Romana che già nel 1967 fu rinominato Congregazione per il Clero;
- Per mandato di: la dichiarazione fu emanata «per mandato del Sommo Pontefice Paolo VI» (de mandato Summi Pontificis Pauli VI);
- Firme: mons. Pietro Palazzini, segretario della Congregazione, e Florenzio Romita, sottosegretario;
- Pubblicazione: «Acta Apostolicae Sedis» 59 (1967), pp. 229–230, nella sezione degli atti della Congregazione, subito dopo una risposta a un dubbio sui giorni di penitenza emanata lo stesso giorno.
Il testo integrale
Testo latino secondo gli «Acta Apostolicae Sedis»:
«Tricenario Gregoriano, quod ex improviso impedimento, (e. g. superveniente morbo), aut ex alia rationabili causa, (e. g. celebratione Missae funeris vel sponsalium), interrumpitur, ex dispositione Ecclesiae, fructus suffragii servantur, quos eidem Tricenario praxis Ecclesiae et pietas fidelium hucusque agnoverunt, firma obligatione Sacerdotis celebrantis quamprimum complendi celebrationem triginta Missarum. Ordinarius vero opportune invigilet ne in re tanti momenti abusus irrepserint.»
Traduzione italiana di lavoro, non ufficiale:
Al trentario gregoriano interrotto per un impedimento imprevisto (per esempio una malattia sopraggiunta) o per un'altra causa ragionevole (per esempio la celebrazione di una Messa esequiale o di matrimonio), per disposizione della Chiesa sono conservati i frutti del suffragio che la prassi della Chiesa e la pietà dei fedeli hanno finora riconosciuto a tale trentario, fermo restando l'obbligo del sacerdote celebrante di completare al più presto la celebrazione delle trenta Messe. L'Ordinario vigili opportunamente perché in una materia di tanta importanza non si insinuino abusi.
Il commento, punto per punto
Quando l'interruzione non nuoce
Il documento indica due categorie di cause. La prima è un impedimento imprevisto, lat. improvisum impedimentum, con l'esempio di una malattia improvvisa (superveniente morbo). La seconda è un'altra causa ragionevole (alia rationabilis causa): l'esempio è la Messa esequiale o di matrimonio, che il sacerdote deve celebrare per un'altra intenzione. Entrambi gli esempi sono dati come illustrazioni («per esempio») e non come un elenco chiuso.
Che cosa si conserva
La formula chiave è fructus suffragii servantur: «si conservano i frutti del suffragio». Si tratta dei frutti che al trentario «hanno finora riconosciuto la prassi della Chiesa e la pietà dei fedeli». La dichiarazione dunque non stabilisce nuovi effetti spirituali né li misura; afferma soltanto che un'interruzione per una causa giustificata non li toglie. Questo avviene ex dispositione Ecclesiae, «per disposizione della Chiesa».
L'obbligo del sacerdote
La conservazione dei frutti non dispensa il sacerdote da nulla. La dichiarazione sottolinea il suo «obbligo fermo» (firma obligatione) di completare al più presto (quamprimum) le trenta Messe. La serie, quindi, deve essere portata a termine, non abbandonata.
La vigilanza dell'Ordinario
L'ultima frase affida all'Ordinario il compito di vigilare perché «in una materia di tanta importanza» non si insinuino abusi. L'agevolazione riguarda impedimenti reali: non può diventare un pretesto per interrompere a piacimento le Messe gregoriane.
Che cosa ha cambiato la dichiarazione
Il documento in sé non descrive le norme precedenti, ma il titolo e il contenuto mostrano a quale domanda rispondeva. Fino ad allora la continuità delle trenta Messe era intesa in senso stretto: un'interruzione metteva in discussione l'intera serie. La dichiarazione del 1967 stabilisce che la serie interrotta per una causa imprevista o ragionevole conserva i suoi frutti, a condizione che le Messe mancanti siano completate senza indugio. L'esigenza della continuità è rimasta: sono state mitigate soltanto le conseguenze di un'interruzione di cui nessuno ha colpa.
La dichiarazione invece non dice nulla di un'interruzione colpevole. Nella prassi pastorale si ritiene che, se il sacerdote ha tralasciato una Messa per propria colpa, la serie si ricomincia da capo. Non menziona nemmeno a parte il Triduo pasquale, benché il Venerdì Santo la Messa non si celebri. Di queste questioni parliamo in modo pratico nell'articolo si possono interrompere le Messe gregoriane?
Perché è importante per le famiglie
La dichiarazione dà a chi chiede le Messe la certezza che la malattia del sacerdote o un funerale improvviso in parrocchia non vanificano le Messe gregoriane offerte. Secondo l'insegnamento della Chiesa sulla purificazione dopo la morte, aiutiamo i defunti soprattutto con il Sacrificio eucaristico (CCC 1032), e la Chiesa vigila perché questa preghiera sia celebrata con serietà. Della pratica in sé può leggere nella pagina Messe gregoriane, delle sue origini nella storia delle Messe gregoriane e delle altre forme di preghiera nella panoramica delle intenzioni di Messa. Se desidera offrire trenta Messe per una persona cara, richieda le Messe gregoriane nella nostra parrocchia.
Fonti
Domande e risposte
La dichiarazione «Tricenario Gregoriano» è ancora in vigore?
Non è stata revocata ed è citata nei materiali pastorali attuali sulle Messe gregoriane. Il Codice di Diritto Canonico del 1983 non regola a parte le Messe gregoriane, perciò è proprio questa dichiarazione a restare il documento fondamentale in materia di interruzioni.
Esiste una traduzione italiana ufficiale?
Il testo ufficiale è quello latino, pubblicato negli «Acta Apostolicae Sedis». La traduzione italiana che riportiamo è una traduzione di lavoro, non ufficiale.
Il documento dice quante Messe si possono tralasciare?
No. Non indica alcun limite: richiede soltanto che la causa sia imprevista o ragionevole e che le Messe mancanti siano completate al più presto.
Il santuario della Madonna di Białynicze
Per secoli Białynicze, sul fiume Druć, fu uno dei più importanti santuari mariani dell'antica Confederazione polacco-lituana, chiamato la «Częstochowa della Bielorussia». La chiesa carmelitana con l'immagine miracolosa della Madonna, incoronata nel 1761, fu distrutta in epoca sovietica.
Oggi la parrocchia sta ricostruendo il santuario, e ogni Messa richiesta qui sostiene quest'opera.
Storia del santuario →Richiesta di una Santa Messa
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